Utente: lostris18
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Confessioni di una mente pericolosa!
martedì, 03 marzo 2009
  Così imparate ad assumermi in banca, bastardi


Dal primo istante in cui, ormai due mesi fa, poggiai i tacchi a spillo sul pavimento di marmo dell'ufficio per assumere un incarico che, per usare un elegante eufemismo, non è esattamente nelle mie corde e che, per non usare l'elegante eufemismo, mi fa letteralmente cacare, tentai immediatamente di individuare in quella situazione oggettivamente deprimente e fautrice di lugubri propositi suicidari, tutto ciò che avrebbe portato beneficio alla mia crescita personale ed al mio stile di vita, che io comunque sono una persona ottimista e ci tengo a dirlo, oh, abbasso le cucche.

In poche settimane riuscii così a fottermi un paio di dozzine di evidenziatori, un numero imprecisato di etti di penne a sfera, cinque archiviatori che nella vita non si sa mai e due confezioni di pennarelli per scrivere sui ciddì, che comunque adesso ditemi voi chemminchia ci puoi trovare di "benefico per la crescita personale" in un ufficio bancario, quattro muri grigi che in confronto la camera mortuaria di un ospedale pare Rio de Janeiro, qua pure a Sai Baba gli finirebbe a scaldarsi la dose col cucchiaino, mi dovete credere, fanculo a me e a quando m'è venuto in mente di presentarmi a quel colloquio dimmerda, a zappare la terra me ne dovevo andare che almeno vivevo all'aria aperta e non respiravo tutto il giorno sto tanfo di morto, scusate.

Assicuratomi un repertorio di cancelleria da far invidia ad un magazzino Buffetti, non mi rimaneva altro che mettere le manine fameliche su quel meraviglioso trabiccolo meccanico noto al grande pubblico col nome di stampante.

Accarezzavo già il roseo progetto di stampa e rilegatura dell'intera opera editoriale di Vanity Fair in lingua originale quando, perentorio, mi arrivò l'ordine dalle alte sfere.

I signori bancari, qua, ci tenevano a far sapere alla signorina sottoscritta che la stampante serve solo ed unicamente per sfornare noiosissimi etti di contratti e la carta costa e qua siamo un ufficio bancario non la sala d'aspetto dell'estetista, insomma ste minchiate qua, và.

Niente Vanity Fair, niente ricette delle polpette di tonno, niente oroscopo di Paolo Fox.

Una noia sti tizi, marò, non si può capire.

Ma poteva La Svitata vostra, ditemi un po', arrendersi senza lottare a questo abbietto ed inequivocabile atto di vessazione?

Poteva il suo piccolo encefalo dissidente e giacobino sottomettersi a quello che, ne sono certa, possiede tutti gli estremi giudiziari di un sordido ed inaccettabile tentativo di mobbing?(una sottile allure di vittimismo renderà immensamente più fascinosa la mia autobiografia postuma, fidatevi di me)

Poteva la vostra Giovanna D'Arco delle pendici etnee non elaborare un astuto pianobbì per eludere il diktat dei padroni fascisti?

Non poteva.

Da quel momento, infatti, guardinga come un cobra, non aspetto altro che la parola d'ordine "Stampami il contratto del Signor Nicolosi" per mettere in atto i miei loschi propositi.

Una pagina si e una pagina no di contratto, ci sbatto dentro tutto quello che ho pazientemente salvato nella cartella segreta, chiamata ovviamente Cartella Segreta, MA occultata nel Cestino del desktop, che qua comunque stiamo parlando di un genio del crimine, abbelli.

In due mesi, adesso modestia a parte, a quel vecchio macinino gli ho fatto vomitare veramente di tutto, ricette, oroscopi del giorno, della settimana, dell'anno, celtici, cinesi, indù, mappe stradali dell'Australia meridionale, manuali di restauro di sedie a dondolo della nonna che finchè sarò in grado di intendere e di volere mai comprerò, ma comunque a me piace essere documentata, tecniche di irrigazione per la coltivazione su scala industriale dei pomodori pachino e il gradevolissimo prontuario "Come affrontare al meglio la menopausa" che comunque vi ricordo che io a giugno faccio quei cosi là, quelli che iniziano con trent e finiscono con una mia crisi isterica, ci siamo capiti.

Tre secondi prima di consegnare il contratto -swissss- tiro via tutto il materiale clandestino e vualà, il delitto perfetto.

Fino a stamattina.

C'era un po' di casino in ufficio, il collega è scappato via afferrando al volo i contratti ed io ho l'insidioso sospetto di aver perso qualcosa.

Adesso, se tra di voi ci fosse un legale, la mia domanda è la seguente.

In una eventuale, ma comunque molto probabile sede giudiziaria, sarebbe possibile sfruttare il concetto che "La nostra Banca non si occupa solo del vile denaro, ma ha realmente a cuore i vostri interessi" per legittimare il fatto che, molto probabilmente, la Signora Rapicavoli sta in questo preciso momento firmando, insieme ad una cessione del quinto da quindicimila euro, anche il testo di  Listen di Beyoncè e i coupon per ritirare gratis in profumeria un campioncino della nuova crema idratante al collagene di Estée Lauder?

Grazie.

Scritto da: lostris18 alle ore 11:11 | link | commenti (82) | commenti (82) (popup)
giovedì, 26 febbraio 2009
  Uh, dimenticavo!

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Di quando La Svitata, DUENNE, si produceva con consumato mestiere in pose da sgualdrina professionista sotto gli occhi esterefatti della nonna paterna che -astuta- redarguì il parentado tutto sulla imperativa necessità di rinchiudere la pargola in un istituto scolastico di forte impronta religiosa, ad indirizzo preferibilmente claustrale, con i risultati che, ad oggi, sono tristemente noti al grande pubblico.

(ed anche alla nonna paterna che, a distanza di ventisette anni,tenta ancora capziosamente di barattare uno stile di vita più morigerato e timoratodiddìo della sottoscritta con il miraggio di cospicue somme di denaro da riscuotere all'indomani della sua dipartita finale)

[la sottoscritta non cede, ma comunica altresì che la prospettiva di un lungo soggiorno in bungalow sulla spiaggia di Ipanema, con il cappellone di paglia, la noce di cocco straripante di ombrellini di carta colorata e la squadra olimpionica di negroni che balla la samba, particolare quest'ultimo che la sottoscritta osserverebbe con l'imparzialità della cura per il mero dettaglio folklorisitico, ma comunque mogli e buoi dei paesi tuoi eh, che sia ben chiaro (Pulcino ti amo! Brutti negroni, brutti!) (marò che stress) la prospettiva del viaggio, dicevo, comincia a farsi largo tra i recessi sanguinolenti della sua corteccia cerebrale, prospettandosi come un valido incentivo all'assunzione di una condotta morale Santa Maria Goretti-Style, che porcatroia mica si può vivere sempre di stenti e sacrifici, oh]

(adesso scusate, c'ho da scannerizzare le foto del battesimo di mio fratello)

(che comunque, voglio dire, quanto mai potrà tirare ancora quella vecchia strega?)

 

 

Scritto da: lostris18 alle ore 09:14 | link | commenti (65) | commenti (65) (popup)
mercoledì, 18 febbraio 2009
  Di Quando...

Visto e considerato che:

- In ufficio hanno da poco sistemato lo scanner.

- All'epoca in cui La Svitata conduceva la sua immorale e licenziosa adolescenza lo scanner non era presumibilmente nemmeno stato inventato e le foto si stampavano ancora su carta ciripiripì KodaK.

- In ufficio un'epidemia influenzale ha decimato il personale, ma La Svitata (anvedi che culo) c'ha un sistema immunitario che pure che le trapiantano il fegato di un maiale sieropositivo quella campa lo stesso e quindi è l'unica, ripeto L'UNICA dipendente col succitato culo ancora saldamente ancorato alla scrivania e deve pur trovarsi qualcosa da fare che le sopracciglia se l'è già sistemate con la pinzetta.

- Il Coreano è ancora disperso sui sentieri dell'amore e quindi non può sfotterla fino alla fine dei suoi giorni (Signori, se non torna manco così, direi che possiamo considerarlo perso per sempre).

- La Svitata, in preda ad un delirio liberatorio di chiara impronta niuèig, vuole dimostrare al mondo intero che non bisogna per forza nascere strafighe, l'importante è crederci.

- La popolazione Splinderiana è clamorosamente latitante e quindi spera con tutto il cuore che questo post passi in sordina ed il 90% di voi si sia già rotto i coglioni di leggere questo elenco, ma posso continuare eh?, e sia già emigrato su Facebook.

- Il blog è mio e ci faccio quel cazzo che mi pare, ooohhh, sarà un secolo che volevo dirlo.

- E comunque non potete sempre pretendere da me dei post di puro carattere dottrinale e speculativo, di interesse squisitamente scientifico ed alto valore etico, ho anch'io un'anima fivola e salottiera chevvipare ahò.

Visto e considerato il tutto, La Svitata si riserva arbitrariamente il diritto di inaugurare il luminoso post fotografico "Di Quando..."

Evvaffanculo.

 

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Di Quando La Svitata, in Egitto, si trastullava con un rettile vivo e presumibilmente parecchio ma parecchio incazzato che ella soprannominò amorevolmente Fuffi.

 

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Di Quando La Svitata correva felice per le vigne del Salento e non sapeva ancora che quelle corse per le vigne del Salento le sarebbero costate fior di parcelle di avvocati divorzisti, fanculo alle vigne del Salento, scusate.

 

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Di Quando La Svitata attraversò il fisiologico periodo post-adolescenziale New Age ed era intimamente convinta di essere connessa spiritualmente con l'aura di Alanis Morissette che, difatti,  in quel periodo cantava "Thank You India". (non mi dite niente)

 

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Di Quando qualcuno, a Lecce, osò sfidare La Svitata "Scommetto che non attraversi Piazza Duomo a quattrozzampe" e infatti.

 

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Di Quando, scusate posso dirlo?, MINCHIA QUANTO ERO FIGA (dieci anni fa T__T)

 

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Di Quando La Svitata amava perdutamente un giaguaro.

 

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Di Quando La Svitata quindicenne salutava la mamma "Ciao Mami, stai tranquilla!" ed andava a farsi le vacanze alcoliche alle isole Eolie dove amava giocare al cavalluccio (non aveva ancora ben chiara la disposizione, però) con uno che poi avrebbe girato un film con Nanni Moretti.

 

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Di Quando La Svitata organizzava frequenti e compulsivi viaggi squattrinati a Firenze (e con squattrinati intende che mangiava solo sottilette) ed il suo fidanzato dell'epoca, quello che suonava il basso, non capiva perché, da che mondo è mondo, la notte tutti a Firenze la passano trombando (tranne Zeuss ovviamente, che millanta) e lui invece doveva trascorrerla sul Ponte Santa Trinità ad aspettare che lei montasse il cavalletto e caricasse il rullino mille asa.

 

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Di Quando La Svitata, dopo aver assaggiato del buon vinello egiziano, accettò la bieca proposta di Abdùl, la guida turistica, di esibirsi al centro della pista da ballo della nave da crociera in una fantasiosa e mirabolante danza del ventre, disciplina di cui peraltro ignorava (ed ignora) totalmente i rudimenti teorici e pratici, deliziando grandi e piccini, ma soprattutto grandi, che riprendevano col cellulare, a proposito, razza di maiali, se passate di qua almeno datemelo sto video che non l'ho mai rivisto, grazie. (Socia, capito adesso?)

 

Scritto da: lostris18 alle ore 17:05 | link | commenti (51) | commenti (51) (popup)
martedì, 10 febbraio 2009
  Se l'Altissimo non interviene nei fatti di politica internazionale, è perché ultimamente è un po' stressato, abbiate pazienza


Stamattina, mentre l'ufficio pullulava, marò che brutto pullulava, non è fine, aspe ci metto brulicava, mentre l'ufficio brulicava di rompicoglioni "E c'ho il pignoramento di qua" "E c'ho cinque ipoteche di là", e fuori splendeva un sole da granita sul lungomare, io ero impegnata in una conversazione fitta fitta col Principale.


"Gesù"

"..."

"Gesù!"

"..."

"Gesù dai rispondi, è importante e poi ti vedo! Tana! Tana!"

"Marò che stress, ma che vuoi?"

"Gesù, tu stesso, ma ti pare il caso? Mi fai uscire un sole da mattinata al mercato quando lo sai benissimo che sono carcerata dentro questa stanza con 'sti gatti neri! Non è giusto! Sono gli ultimi giorni di saldi! La stagione sta finendo ed io non ho ancora un paio di stivaletti neri senza tacco! Mi vuoi davvero vedere distrutta? Eh? E' questo che vuoi? Dai, tanto l'ho capito, dillo, ti voglio vedere distrutta, ti voglio vedere depressa, sull'orlo del baratro senza stivaletti neri! E' così vero? Un sadico, ecco cosa sei, un sadico! Io non capisco cos'ho fatto per meritare tutto questo! Mi stai privando di un diritto umano inalienabile, lo sai no? Alla faccia della misericor..."

"Matruzza Bedda Santissimaaa!"

Maria "Che c'è amore di mamma?"

"Ah, Mami, eccoti! C'è cosa là, La Svitata. Mi sta mangiando un cervello, credimi"

Maria "Ma dov'è? Ah, eccola"

"Buongiorno Signora"

"Buongiorno Svity, tuttapposto?"

"Insomma, così così. C'è il sole, ci sono i saldi al mercato, io, mi deve credere, non ho uno straccio di stivaletto nero senza tacchi e suo figlio non collabora!"

Maria "Gesù!"

"Ma Mami! C'è la crisi in Medioriente!"

"Lo vede Signora?"

Maria "Gesù, insomma! Quante volte te l'ho spiegato, ci sono le priorità! Questa ragazza è senza stivaletti neri, Santiddio!"

Santiddio "Che fu?"

"Uh buongiorno!"

Santiddio "Ciao Svity! Tuttapposto?"

"Insomma. Suo figlio è un egoista"

Santiddio "Gesù!"

Gesù "Ma Papi!"

Maria "Ci sono i saldi e lui non ce la vuole mandare"

Santiddio "Gesù, davvero guarda, non ho parole"

"Ho i piedi distrutti a furia di portare il tacco 12! Mi serve un paio di stivaletti riposanti per l'ufficio! Qualcuno deve pur aiutarmi!"

Gesù "Oh, al Diavolo!"

Satana "Ecco, ti pareva che non finiva che mi scassavano le palle pure a me"

Maria "Abbello, vedi di fare poco il simpatico che lo sai che te schiaccio come na noce"

Santiddio "Maria, ti prego"

"Insomma io qua sono senza stivaletti!"

Maria "Gesù, insomma!"

Santiddio "Gesù, non mi fare incazzare eh?"

Satana "La prossima volta m'ascolti, cedi alle tentazioni e si fa fifti fifti, tiè!"

Gesù "Bastaaaa!!!"


Francesco "Ascolta, dovresti andare all'Inps"

All'Inps? Ma che è? Il coso dei vecchi? Gesù, questa me la segno! "A fare?"

"Devi portare dei documenti"

Gesù ti giuro, stavolta stai esagerando "Va bene"

"Lo sai dov'è l'Inps, no?"

Gesù ti rendi conto, no? Ti rendi conto? "No, non lo so dov'è l'Inps Francesco"

"E' proprio accanto al mercato. Ti dispiace?"

Li ho presi anche viola, che quest' anno il viola spacca.

 

Che poi fa tanto il burbero, ma in fondo è un bravo ragazzo.

 

Scritto da: lostris18 alle ore 15:39 | link | commenti (36) | commenti (36) (popup)
martedì, 03 febbraio 2009
  Il Signoreiddio evidentemente si diletta nel circondarmi costantemente di gente squilibrata.


Gianluca, il mio capo, conduce una vita da nomade.

Sempre di corsa su e giù dagli aerei, si divide tra Roma e Catania e, alla luce dei fatti, questa continua transumanza giova parecchio, ma parecchio poco al suo già precario equilibrio psichico.


Oggi, per esempio, si trova a Roma.

Questo, per inciso, ovviamente si traduce per me in una giornata di totale relax, a stretto contatto con il mio collega Francesco, detto Panzerotto cchè peri, appellativo che tradisce tutta la carica erotica che si sprigiona da questo bell'ometto di novanta chili abbondanti insieme ad un odore che, occhioeccroce, avrei qualche reticenza a definire esattamente "di mughetto", la cui attività lavorativa prediletta è ronfazzare beatamente spiaggiato come un'otaria del Mar Baltico sul divanetto dell'ufficio emettendo singolari e tutto sommato affascinanti melodie polifoniche da ogni pertugio che si apra dal suo corpo ma di questo non voglio parlare.

(La mia attività preferita, invece, come scoprirete tra qualche istante con comprensibile raccapriccio, è ritrarlo col cellulare in queste sue pose da novello Bacco di Caravaggio.

La mia seconda attività preferita, come apprenderete dalle testate giornalistiche nello sciagurato caso in cui dovessi mandare per errore in accettazione le pratiche alla sede di Roma, causando così un buco nero nell'economia nazionale e presumibilmente anche europea, è smanettare col preventivatore elaborando profili finanziari per personaggi illustri preferibilmente deceduti. Ieri, ad esempio, gli ho fatto una cessione del quinto a Galileo Galilei che c'aveva un TAEG, mi dovete credere, realmente ma realmente competitivo.)


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(Del mio secondo collega Roberto, che mi porta i pasticcini alla frutta ogni mattina ne parliamo un'altra volta se non vi dispiace, che già c'ho qualche problema a contenere l'ira  funesta del pelide Achille con cui divido il materasso in lattice, che non è che sia esattamente entusiasta del fatto che io lavori in un ambiente TOTALMENTE maschile, ed ha già minacciato di tagliarmi le minigonne se non rigo dritta) (restate single, ascoltatemi) (TI AMO PULCINO!) (credetemi è meglio) (SEI TUTTA LA MIA VITA!!!T.V.TRP.B.)



Anyway, vi stavo raccontando di Gianluca.


 
Vi prego di prestare particolare attenzione allo scambio di battute che si è svolto tra me e il succitato stamattina per telefono  diciamo undici, undicemmezza, perchè alla fine sarete invitati a rilasciare una dichiarazione in merito.
 
Vado.

Driiin...

"Ciao Gianluca!"

"Ciao, stai a lavorà?"

"Non mi dire niente Gianluca, stavo giusto sviluppando un preventivo" (per Giuseppe Verdi)

"Uh, brava!"

"Grazie. Dimmi pure"

"No, ho chiamato perchè lo conosci Cesare Cremonini te?"

"Quello dei Lunapop?" che vuole? Un preventivo?

"Si, si! Quello! Ha fatto una canzone ganzissima!"

O__o "Eqquindi?"

"Aspè che mò sai che faccio? Te la faccio sentì! Ce l'ho nell'emmeppitrè, avvicino gli auricolari ar telefono così la senti!"

"Ma....ma....Gianl..."

"L'AMORE E' LA' DOVE SEI PRONTO A MORIREEEE...."

"O___o"

"E' ganza o no?"

"Gianluca?"

"Mh?"

"Mi hai chiamata solo per farmi sentire la canzone?"

"Si si, mò ti lascio al preventivo ciao ciao"


Click.



Adesso, il dubbio che mi attanaglia e sul quale siete tutti invitati a pronunciarvi, gentili, adorabili, graziosissime signorine e cosi là, come si dice, ah maschi, è il seguente:


Ma che, ce sta a provà?
 



 

 
Scritto da: lostris18 alle ore 14:51 | link | commenti (37) | commenti (37) (popup)
giovedì, 29 gennaio 2009
  No, mi dispiace, non sono schiattata sotto un tram.

E' che c'ho giusto giusto un paio di tonnellate di novità da raccontarvi.

Vabbè, dai, che ho plagiato, scusate volevo dire persuaso il mio fidanzato che il suo monolocale in centro stava diventando pericolosamente limitante per la mia collezione di decollète e quindi abbiamo traslocato in un fantastico bilocale vicino al mare che c'ho il padrone di casa che è intimamente convinto di essere la reincarnazione di Basquiat e che, tra l'altro, m'ha lasciato appeso in bagno con la raccomandazione di custodirlo a costo della vita un dipinto che si intitola L'anima Di Lucifero ve lo racconto la prossima volta, occhei?

La vera novità, gente, è un'altra.

Chi mi immaginava ancora professionalmente divisa tra un pot-pourry di attività di basso ma diciamo pure scandaloso và vantaggio retributivo e di quantomeno discutibile profilo morale dovrà ricredersi.

La Vostra Svitata, cari miei, adesso ha un lavoro serio.

Ma diciamo pure serioso.

Ma diciamo anche con qualche venatura di scartavetramento di coglioni, và.

La Vostra Svitata, nella fattispecie, lavora per il partner commerciale di una bancauhauhauahauahauah, no scusate, è che ancora se ci penso mi scompiscio.

No, dico, avete presente?

Ho una scrivania! Ho un telefono che squilla! Ho un capo che mi chiede costantemente di fargli cose strane, tipo che so, conteggi estintivi o cose del genere, che ogni volta mi tocca lasciare a metà la lettura di Elle e mettermi a cercare su Google che cazzo sono sti conteggi estintivi, ma comunque ormai l'ho quasi capito, che mica son scema, oh.

Il colloquio attitudinale è stata un'esperienza che qualsiasi essere umano normale con un minimo di, aspè com'è che si chiama, ah si pudore, considererebbe quantomeno imbarazzante.


Non io, chiaramente.


"Allora Signorina, consideriamo la situazione del sig. Rossi Mario"

Massì, consideriamola "Certamente"

"Questa è la busta paga del sig. Rossi Mario, è in grado di calcolare un preventivo di, uhm, diciamo trentamila euro?"

Avoglia! Tanto stanotte l'ho passata para para su Yahoo Answers a farmi una cultura sui preventivi, accidentavvoi usurai dimmerda, i preventivi sono il mio cavallo di battaglia ormai, ovviamente senza considerare lo stivale tacco 15 che mi sono sparata stamattina, anzi aspè che sono già due minuti che non accavallo le gambe, vualà, marò che scomodi sti pantaloni skinny, appena arrivo a casa mi sparo quattrocento grammi di tuta di pile evvaffanculo tanto lo so che non mi assumerete mai "Ecco fatto"

"Uhm...vediamo un po'....bene, bene, però vede? Calcolando il TAN e il TAEG riusciamo a dare al Sig. Mario Rossi solo venticinquemila euro. Mancano ancora cinquemila euro. Come li diamo questi soldi al Sig. Mario Rossi che vuole comprare una macchina nuova?"

Minchia trentamila euro di macchina nuova? Ma che è, non c'era la crisi?

"Su, signorina, ci pensi"

Marò che due coglioni questo, oh.

"Allora signorina, dove li prendiamo questi cinquemila euro?"

La risposta che segue, so che stenterete a crederlo, è realmente uscita dalla mia bocca in uno di quei luminosi momenti in cui il genio creativo si impossessa di me e il mio angelo custode getta a terra l'aureola, si strappa le ali e si allontana esclamando evvfaffanculo allora ditelo.

Accavallo le gambe.

Sbatto gli occhioni.

E dico.

"Ce li metto io"

Silenzio.

I collaboratori espressivi come i Moai dell'Isola di Pasqua.

Lo scrutinatore, dopo un primo momento di arresto cardiaco, si illumina d'immenso.
"Ah ah ah signorina, ma lei è simpaticissima! Ecco lo spirito che ci vuole in quest'ufficio, ragazzi!Brava!"

Assunta.

Contratto a progetto, pare si chiami così la nuova frontiera della schiavitù lavorativa, no?

Ma in fondo poco importa, da qui a luglio questa scrivania sarà solo mia e poi voglio dire lavorare in un ufficio c'ha pure i suoi vantaggi, in un mese per esempio mi son già fottuta una fornitura di colla Coccoina che mi durerà fino all'età pensionabile.

Dalle 9 del mattino alle 18 del pomeriggio il mio impiego principale è contenere le orde barbariche di clienti alla canna del gas che aspettano un assegno che non arriverà mai prima del loro ictus, volteggiare come un'etoile del Balletto Classico di Mosca tra fax, telefoni, scanner e, soprattutto, gestire gli sbalzi d'umore del mio capo, Gianluca, che a 38 anni c'ha già la tiroide a cinquemila e lo stress se lo sta mangiando vivo.

Gianluca accende una media di trenta sigarette a giornata lavorativa, sigarette che spegne sistematicamente dopo due boccate sbraitando che quella roba lo ridurrà alla tomba, ride da solo mentre fa l'imitazione di Robert De Niro Sei solo chiacchiere e distintivo, chiacchiere e distintivo, essendo romano purosangue sta tutto il giorno a cantare Osteria numero sette il salame piace a fette  ma alle donne caso strano il salame piace sano e nutre una insana passione per il ciondolo del mio cellulare a forma di Hello Kitty (si, ok, se ne può parlare).

In poche parole, Gianluca è totalmente, fottutamente esaurito.

Tanto per farvi capire, mezz'ora fa esce correndo dall'ufficio con il suo solito svolazzo di carte sbraitando "C'ho un appuntamento! Sono in ritardo! Sono in ritardo!"

"Ciao Gianluca"

Cinque minuti dopo mi chiama.

"Ho combinato un casino!"

"Dimmi Gianluca"

"Ho lasciato il cellulare sulla scrivania! E' un macello!"

"Gianluca...."

"Ovèdi? Questo è lo stress! Posso vivere così dico io? Posso?"

"Gianluca...."

"Io non c'arrivo così ai quaranta! Non c'arrivo! E mò se chiamano i clienti? Che faccio io, me lo dici?"

"Gialnuca...."

"Quelli sò come i granchi nelle mutande! Chiamano in continuazione! E mò che facc.."

"GIANLUCA"

"Dimmi"

"Ma come mi stai chiamando?"

"...."

"...."

"Questo è lo stress, ovèdi? Io non c'arrivo ai quaranta"

E cose così.

No, insomma, il succo della favola è che ormai sono una donna adulta, c'ho il lavoro serio, c'ho la scrivania, c'ho il pacco di Bucaneve nascosto a chiave nella cassettiera.

Mi manca solo una cosa, poi potrò essere considerara a tutti gli effetti una donna moderna ormai totalmente inserita nell'ambiente lavorativo, una rotellina perfettamente oliata della macchina dell'economia nazionale.

Domani mi faccio l'account su Facebook.

 

 

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E comunque la versione originale degli Who di Behind Blue Eyes fa letteralmente cacare.
Scritto da: lostris18 alle ore 16:57 | link | commenti (57) | commenti (57) (popup)
martedì, 11 novembre 2008
  Con tutte le volte che avete esclamato

La settimana scorsa il traffico a Catania era congestionato per la presenza della troupe al completo di Ficarra e Picone che, nel capoluogo etneo che mi ha regalato i natali regalando contemporaneamente a voi tutti la possibilità di avermi tra gli amici di Splinder (l'assunzione massiccia di antibiotici mi causa violenti accessi di autocompiacimento, dovreste saperlo ormai), hanno deciso di girare vaste porzioni del loro prossimo film.

Dal momento che, poco carinamente, gli sceneggiatori hanno rifiutato la mia -ne converrete- generosa offerta di avermi nel cast come guest-star/attrice protagonista, tra l'altro con argomentazioni poco convincenti (il fatto che il film fosse un poliziesco non escludeva, a mio modesto parere, un delizioso cameo con la sottoscritta che, in sottoveste di seta pervinca sussurrava dalla chaise-longue "Saluto tutti quelli che mi conoscono ed in particolare gli amici del blog"), non mi è rimasto che ricorrere alle maniere forti che io, lo sapete, quando si tratta di accettare serenamente la sconfitta non temo rivali.

Doveste decidere di recarvi al botteghino tra qualche mese (io comunque, che si sappia, come azione puramente dimostrativa di protesta non violenta, seppur di sapore vagamente illegale, ma provateci voi a trovare un leader insurrezionalista che non nasconda ombre nel suo passato, mi sto già attrezzando per mettere in share su Emule una copia pirata con l'audio effetto voce dal cesso) vi consiglio di aguzzare bene la vista.

Doveste capitarvi di intravedere sullo sfondo:

a) una ricciolona vestita da troione leopardato alle dieci del mattino recante sulla coscia la scritta "Ciao Blog!" col rossetto.

b) una sedicente massaia che, in vestaglia e bigodino d'ordinanza, espone dal balcone un lenzuolo recante la scritta "Ciao Blog!" col sugo dello spezzatino.

c) una finta studentessa filo-partigiana che sbandiera una kefia recante la scritta "Chi non salta la Gelmini è. CIAO BLOG!" con la bomboletta spray.


Oh, sappiate che comunque l'ho fatto solo per voi.



E adesso parliamo di cose serie, ma Uèin s'è mica fidanzato?
E La Colpo? E' vero che s'è fatta il blog insieme a  quelle altre svalvolate della Esse, la Perla e la Pigrazia?


Non ci sono mai quando succedono le cose importanti.


Scritto da: lostris18 alle ore 14:27 | link | commenti (43) | commenti (43) (popup)
giovedì, 16 ottobre 2008
  Oh, scommetto che manco ci trovate








Socia, miseriaccia ladra, manco se ci fossimo messe d'accordo. La tua tetta gigante bianca sul mio costato nero è un dettaglio che, me lo sento nelle budella, non passerà inosservato a lungo.


Scritto da: lostris18 alle ore 13:24 | link | commenti (40) | commenti (40) (popup)
sabato, 11 ottobre 2008
  E comunque se ve lo state chiedendo no, non mi vergogno neanche un po'.


No macchè, non sto scrivendo un libro, è che ho denunciato quella vacca della ex del mio fidanzato per violazione della privacy direttamente alla sede legale della Microsoft a Redmond, nello stato di Washington.

Ma andiamo con ordine.

Qualche giorno fa ero lì col tutone di pile casualmente davanti al piccì con il mio fidanzato che gironzolavo casualmente per blog e casualmente finisco -pensa un po' te la casualità- sul blog della signorina.

Donne, ci siete? Avete presente la situazione?

Bene, vedo già tante testoline incazzate che fanno sisì.

Io stavo bene voglio dire, pressione sanguigna regolare, sinapsi cerebrali impostate su modalità slow, pensavo minchia che donna moderna che sono, guardo il blog della sua ex e manco un ictus, sono cresciuta, sono matura, riesco a giudicare il tutto con obiettività e compostezza, non è mica colpa mia se questa vecchia scrofa c'ha una faccia che pare il muso di un'autocisterna per il trasporto dei rifiuti tossici, è un giudizio assolutamente imparziale e calibrato, insomma cose così.

Stavo lì a masturbarmi in santa pace con questi pensieri quando bam.

Sullo schermo lei, la vecchia scrofa.

Avvinghiata ad un uomo.

Il mio.

"Amore hai visto? Questa ha pubblicato le foto di quando stavate insieme!"

Lui non si scompone "Mh? Si?"

Io comincio a fare friz friz come i trasmettitori dell'Enel.

"Amore dobbiamo fare qualcosa" cerco di mantenermi tranquilla, ma nella mia mente riesco solo a visualizzare me sul fianco di un peschereccio mentre con una fiocina infilzo ripetutamente il fianco di Moby Dick e poi la finisco a bastonate tra spruzzi e brandelli sanguinolenti.

Lui alza le spalle -santo cielo quelle spalle...vi ho già parlato di quelle spalle no?- e mi dà la risposta che ogni uomo darebbe in una situazione analoga, e cioè

"Ma vivi tranquilla"




Cioè bello, scusa, non ho sentito, hai detto vivi tranquilla?

Io?

Cioè fammi capire, tu davvero pensi che io adesso mi sveglio domani mattina e non c'ho stampata davanti alle pupille l'immagine lampeggiante di quella che ti si struscia come una seppia, pensi che io davvero possa riuscire a compiere un qualsiasi gesto di vita quotidiana, che so, leggere l'oroscopo di Vanity Fair, grattare i coupon omaggio di Bottega Verde, senza vedere sullo sfondo del mio campo visivo l'immagine dei suoi tentacoli attorno al tuo collo, pensi davvero che io possa continuare a vivere la mia vita senza aver prima bucato le sue caviglie, legato il suo cadavere al mio cocchio e fatto per tre volte il giro delle mura della città?

Ti sbagli.


"Amore voglio carta bianca"

"Fai pure"


Perché l'uomo, quando molla una donna, resetta, capite?

Cioè io non so come facciano, davvero.

Finisce una storia? Puff, cancellata, mai esistita.

I neuroni maschili preposti all'immagazzinamento dati "storia con la tipa", appena la storia con la tipa cessa di esistere, si sparano un colpo di rivoltella in mezzo agli occhi e pace all'animaccia degli stramortacci sua.

Mai un ricordo, mai nemmeno un confrontino piccolo, innocente.

I neuroni della donna sono immortali ed acquisiscono potenza, come i Pokemon.

I neuroni della donna sono esseri sanguinari, ardono del sacro fuoco della competizione, sognano il castigo, applicano la legge del taglione con la perizia di un capocosca della camorra e sono in assoluto gli esseri viventi più vendicativi dell'orbe terracqueo.

I miei neuroni, adesso non per vantarmi, ma sono al livello di Charles Manson, per dire.


Tempo ventiquattrore e conosco tutta la documentazione legislativa in materia di violazione della privacy dai tempi di Richelieu ai giorni nostri.

Quando il mio fidanzato mi telefona dal lavoro l'indomani mattina mi trova in pieno delirio competitivo.

"Amore quella zoccola ha violato l'articolo 96 della legge numero 633 del 1941! Dobbiamo fargliela pagare!"

"Ma sei seria?"

"Si si, ho già contattato l'ufficio per la segnalazione abusi di Windows"

Dall'Ufficio Segnalazione Abusi mi risponde Angelo con cui intreccio un articolato romanzo epistolare che si dipana nelle fasi del braccaggio, del pressing, dell'esaurimento nervoso ed infine della resa, la sua, che alza bandiera bianca e mi indirizza telematicamente verso altri lidi, oltre che fisicamente affanculo, suppongo.

"Mi dispiace, non so più come aiutarti, ma siccome il tuo problema è molto importante per noi, ti consiglio di contattare direttamente l'ufficio legale della Microsoft di Redmond, Washington"

Quando lo comunico al mio fidanzato, lui mi fissa con lo sguardo l'avevo sempre sospettato che fossi psicopatica.

"Ma dai Amore, non sarebbe il caso di lasciar perdere?"

"No"

All'ufficio legale della Microsoft mi assegnano un agente per la risoluzione del problema, mister J.K. Weston.

Io, adesso mi dovete credere, se penso a J.K. Weston mi si stringe il cuore.

Mi immagino il signor Weston stamattina a Washington che si frigge la pancetta nella sugna e mentre sta per affondare i denti nel pancake allo sciroppo d'acero vualà, si ritrova sul piccì questa email da una di Catania che blatera in siculo-anglosassone, non dev'essere stata una giornata facile per lui.


Calcolando il fuso orario, gli do altre dodici ore di tempo e poi vado col terrorismo psicologico.


Oh, ma tranquilli eh?, vi faccio sapere.




Se non mi arrestano prima, ovviamente.



Scritto da: lostris18 alle ore 00:56 | link | commenti (84) | commenti (84) (popup)
giovedì, 18 settembre 2008
  La triste storia della tartaruga Valentina.

Io, da piccola, non ero una bambina normale.

No, dovete credermi.

Silenziosa fino all'autismo, studiosa a livelli di secchia, emotiva e suggestionabile vivevo in un mondo tutto mio dove ogni cosa aveva un'anima, pure la rucola, e quando quell'anima veniva uccisa (soffocata dentro una piadina, per esempio) frignavo come una fontana e salmodiavo litanie funebri.

Io, da piccola, ero una chiavica.

A scuola ero la classica secchioncella quattrocchi e ardevo per il sacro fuoco delle scienze naturali.

Passavo i pomeriggi a vivisazionare i geranei, pagando così un doveroso tributo di sangue all'altare della Scienza, ed ascoltavo i Pooh. (approfondirò l'argomento in un altro post, tranquilli)

Laddove mia madre si inorgogliva di tutto ciò -è sensibile, a picciridda- il buon padre voleva un maschietto ma, ahimè, sei nata tu.

Mia madre, per assecondare le mie inclinazioni, mi iscrisse all'asilo dalle suore.

Mio padre mi faceva vedere documentari sul Vietnam.

Mia madre mi iniziava ai sacri misteri dell'uncinetto, mio padre mi insegnava a pescare col verme.

A dieci anni creai il mio primo centrino di cantù e guidai la mia prima Lada Niva.

Nella sottile schizofrenia che permeava il loro sistema educativo, uno solo era il punto fermo: alla bambina piacciono gli animali, prendiamogliene uno.

A casa mia transitarono così dodici pesci rossi, innumerevoli pulcini, due tartarughe d'acqua dolce, tre pappagalli, un criceto e lei, Valentina, la tartaruga di terra, il mio sogno proibito.

E se ad una prima occhiata sembra non esserci un criterio nella scelta delle suddette bestiole, in realtà, se ci pensate bene, uno c'è.

Voglio dire, avete idea di quanto campa un pesce rosso? (lasciando perdere i dodici, tutti riuniti nello stesso acquario in soggiorno. Perirono tutti la stessa notte, quando mio padre ci mise dentro un altro pesce che, a quanto pare, nella catena alimentare sta esattamente un gradino sopra al pesce rosso. Il mattino seguente trovammo dodici lische ed un pesce porco, un'ecatombe)

O un pulcino? Avete presente i pulcini? A Pasqua li compri alla fiera rionale, belli paffuti e morbidosi, a Pasquetta li trovi secchi e scannerizzati sul quatidiano che fodera la gabbietta come fossili del Cretaceo.

Adesso, viste le premesse, avete la più pallida idea di quale cataclisma emotivo potesse scatenare nel mio fragile cuoricino di bambina psicolabile la morte di un animale domestico?

No, sul serio, pensateci un attimo.

Io, che il giorno che mio padre dovette segare il ramo del ficus che aveva invaso il balcone dei vicini, dichiarai che mi sarei lasciata morire d'inedia.

Io, che quel giovedì grasso dell'86, mentre in piazza ad Acireale stavano bruciando Carnevale (un fantoccio di pezza peraltro grossolanamente antropomorfo) mia madre dovette trascinarmi via vestita da Ape Maia in preda alle convulsioni.

Io, come mai avrei potuto accettare la dipartita di Dionisio il criceto? O di Federico il pulcino?

Mia mamma, santa donna, elaborò una tattica.

I miei animali non morivano, scappavano.

Tutti. Di notte.

"Mamma ma che fine ha fatto Gabriele il pappagallo?"

"E' scappato stanotte, amore di mamma. Sarà nel giardino felice insieme a tutti gli altri animaletti. Esci fuori, può essere che lo vedi volare tra i rami" rispondeva ella astuta, mentre con lo spazzolone cercava di occultare il cadavere del pennuto giù per lo scarico del cesso.

Quando decisero di prendermi la tartaruga di terra, per tornare al criterio di scelta delle bestiole, dovranno aver pensato questa campa cent'anni, nostra figlia, se Dio vuole, schiatterà sicuramente prima, siamo apposto.

Io, che avevo un debole per le testuggini, non stavo nella pelle e la battezzai Valentina.

Ok, mi vergogno a dirlo, ma in realtà era Va-lentina, col trattino, facciamo finta che non ve l'ho mai detto, occhei?

Valentina mi teneva compagnia nei lunghi pomeriggi estivi.

Cioè, non so se avete presente, una tartaruga ed una bambina semi-autistica chiuse in una stanza a catalogare angiosperme e gimnosperme con Noi due nel mondo e nell'anima in sottofondo, un'esplosione di vita proprio.

Ad ogni modo ero felice così, ed i miei decisero di riprovare a mettere al mondo un figlio normale.

Dal tentativo sarebbe nato Fratello Tossico. (credo che mio padre si fece vasectomizzare, dopo)

Intanto si avvicinava l'inverno ed a me non sembrava vero che tra poco avrei potuto assistere ad un vero letargo proprio lì, in casa mia, wow!

Valentina era sempre più sonnolenta, io sempre più eccitata.

Valentina scelse di andare in letargo proprio sotto al mio letto, io piansi dalla commozione.

Il libro di scienze naturali parlava chiaro, assicurare all'animale in letargo un cantuccio riparato, non toccarlo mai, per nessun motivo al mondo, ed attendere pazienti il risveglio in primavera.

Ok, ce la posso fare.

Per tutto l'inverno, l'unica immagine che i miei ebbero di me era quella del mio culo che usciva da sotto il letto.

A Natale Valentina ronfava beata.

A Capodanno cominciò a sembrarmi più "secca", a Carnevale le caddero le unghie.

A Pasqua, vasta porzione della corazza si era dacapottata, Valentina era diventata cabriolet.


Il dubbio mi colse.


Un pomeriggio in cui mia madre era sciaguratamente uscita a fare la spesa e dunque ero sola a casa con mio padre, decisi di prendere la mia adorata compagna di giochi e di farla esaminare da occhi esperti.

In preda all'angoscia la portai in salotto, mio padre leggeva sul divano.

"Papà, Valentina sta male?" belai.

Mio padre prese in mano quel che rimaneva della testuggine, la esaminò con cura, corrugò la fronte, annuì, me la restituì e disse



"La puoi buttare."





Io, ragazzi, credo di non essermi mai ripresa del tutto, davvero.


E adesso scusate, mi serve un fazzolettino.


Scritto da: lostris18 alle ore 16:36 | link | commenti (138) | commenti (138) (popup)
mercoledì, 17 settembre 2008
  Non sono sparita, è che sabato mi ha chiamata Marco

Marco è il mio agente fantasma.


Fantasma non nel senso ectoplasmatico del termine, diciamo che io lavoro per Marco da un anno e non l'ho mai visto.


Ricordo che circa un anno fa avevo deciso di diventare ricca sfondata, così mandai a Marco il mio curriculum, una email sufficientemente sfacciata e -lampo di genio signori- la mia foto col teièr, suvvia che ve la ricordate, quella foto che pubblicai esattamente l'anno scorso, dai Zeuss tirala fuori che io non la trovo più.


Due giorni dopo squillò il telefono.

"Ciao sono Marco.Sarei lieto se volessi lavorare per me"

"Scusa Marco ma così? Ma manco un colloquio? Ma manco un contatto visivo?"

"Sei tu nella foto col teièr?"

"Si"

"Sarei lieto se volessi lavorare per me"



Da un anno Marco mi spedisce ai quattro angoli della provincia catanese a promuovere i prodotti più disparati, passo con nonchalance dal capicollo calabrese allo Chanel n.5, mi paga puntuale come un orologio svizzero ed in più ogni volta che mi chiama posso immaginarmelo con le fattezze di Brad Pitt, solo con l'accento di Enna.

Marco, dicevo, mi chiama sabato scorso.

"Devi promuovere un nuovo profumo al reparto profumeria della Rinascente"

"Certamente" drizzo le orecchie io, che appena sento la parola profumeria già mi si attiva la salivazione al pensiero di tutte quelle bustazze di campioncini illegalmente sottratti e nascosti dentro al reggiseno dopo l'orario di chiusura, che tanto di spazio ce n'è in abbondanza ed ogni volta torno a casa con una quinta di J'adore, poi dice che avere le tette piccole è un problema.

"Benissimo allora cominci lunedì. Ah dimenticavo!"

"Dimmi tutto"

"Il profumo. E' Guerlain. Guerlain Homme"

In un istante mi visualizzo nel magazzino della Rinascente col reggiseno straripante di campioncini di dopobarba al vetiver e, credetemi, non è per niente una sensazione gradevole.

"Marco, scusa, hai detto homme?"

"Si si, homme. Allora ciao eh?"

Ciao il cazzo, ciao.


Il danno ormai però è fatto e così lunedì mattina, docile e rassegnata, mi presento alla direzione della Rinascente dove faccio la lieta conoscenza della capoarea del reparto profumeria, vale a dire di colei che nei prossimi sei giorni deciderà della mia vita e della mia morte e che -nomina sunt consequentia rerum (esci da questo corpo!)- c'ha un nome ed un'allure di vago sentore ariano.

"Io sono Maren, col l'accento sulla a. Màren"

Come hai detto? Signorina Rottermaier?
"Ciao Màren" sorrido.

"Qui le regole sono chiare. Hai turni di otto ore, pausa pranzo dalle 13.30 alle 16.00, hai diritto a cinque minuti di pausa la mattina e cinque il pomeriggio. Ho detto cinque, non sei. Non puoi usare l'ascensore, non puoi sederti, non puoi parlare con nessuno che non sia io o i clienti. E' tutto chiaro?"

Dì la verità Màren, ti fai il bidet con l'acqua ragia, vero?
"Certo Màren"

Dopodichè mi passa ai raggi X da capo a piedi, una tac completa mi dovete credere, mi vien voglia di chiederle se mi dà una controllatina alla milza che me la sento un po' infiammata ma lascio perdere.

Il suo sguardo è di quelli ti troverò un difetto e ti distruggerò.

"Ok, non vedo nulla che non vada"

"Grazie Màren" Leccamela Màren.

Mi dirigo alla mia postazione, reparto uomo, enorme stand Guerlain con questo tipo qui che mi guarda dal cartellone (Donne, sorelle mie, confido in voi. Dite tutto ciò che io, da donna impegnata, anzi per la precisione impegnata con Vito Corleone, non posso più dire. Siate la mia mente, ma soprattutto, le mie labbra)(e non mi riferisco necessariamente a quelle che stanno sotto al naso).

Da quel momento, il mio compito diventa di un automatismo degno delle più ispirate teorizzazioni Tayloriste sul meccanicismo produttivo.

Adocchia un essere di sesso maschile, avvicinalo col sorriso più ruffiano che hai e ripeti, decine, centinaia, milioni di volte, la frase Buongiorno posso farle provare la nuova fragranza maschile Guerlain?

Dopo otto ore sei un automa.

Dopo sedici, un organismo monocellulare.

Dopo ventiquattro, una schizofrenica.


No, comunque devo dire che in sei giorni da promoter ti fai una cultura sull'umanità che in sei (pure sette, via) anni a Psicologia te la sogni.

L'automatismo del compito anestetizza il pensiero ed apre le porte della percezione.

Otto ore al giorno a contatto col pubblico di un centro commerciale e diventi un sociologo, affini l'intuito, elabori prototipi, inquadri il singolo individuo in precise categorie d'appartenenza.

Per esempio.


L'EVOLUTO

"Buongiorno signore, posso farle provare la nuova fragranza maschile Guerlain?"

"Io non mi profumo mai. Solo i finocchi si profumano"


LA PRIMADONNA



"Buongiorno signore, posso farle provare la nuova fragranza maschile Guerlain?"

"Tesoro!" manina molle "Io sono fedele solo a Hugo Boss!"



IL FLEMMATICO


"Buon..."

"BEDDA MATRI! MI PAREVA UN MANICHINO!"



IL CONSANGUINEO



"Buongiorno signore, posso farle provare la nuova fragranza maschile Guerlain?"

"Ma sei scema?"

"Scusa Pà"




No, comunque volevo avvisarvi che, nella nota informativa sul prodotto, è chiaramente specificato che l'uso massiccio di questo profumo risveglia il vero uomo che è in te.


Io c'ho passato una settimana ammollo.


Dovessi cominciare ad aggiustarmi il pacco, insaponarmi tutto meno che le ascelle, infilare nella lavastoviglie i piatti con le cotolette ancora attaccate sopra, uscire dalla doccia e gocciolare tutto il pavimento di marmo appena lavato e lucidato esclamando candido Ma che ho fatto?, appoggiare la bottiglia di Heineken ghiacciata direttamente sul piano di cristallo del tavolino del salotto e poi tentare di nascondere le tracce asciugando il tutto con il bordo delle mutande di cotone, quelle con l'elastico lento che uso solo per guardare il moto GP, oh, tranquilli eh?,  tuttapposto.
Scritto da: lostris18 alle ore 15:57 | link | commenti (53) | commenti (53) (popup)
martedì, 16 settembre 2008
  Mi sbaglierò, ma credo di non essere la sola a studiare da vamp, in questa casa.


     

Stamattina stavo lì,  pantaloni del pigiama fuxia con le carotine, mollettone e pantofole pandàn (ma senza carotine), armata di phon e paletta per girare la frittata che cercavo disperatamente di sbrinare il freezer -un'immagine indiscutibilmente arrapante, ma adesso vi prego, non distraetevi- quando mi giro e la trovo così.


Non c'è che dire, ambiziosa è ambiziosa, la ragazza.




Tutta quella zoccola di sua mamma.


Scritto da: lostris18 alle ore 15:53 | link | commenti (32) | commenti (32) (popup)
sabato, 06 settembre 2008
  Update

Mezz'ora fa mi chiama Tettedimarmo.

"Come va? Tutto bene?"

"Si si" c'ho na fame che mangerei i piedi delle sedie ma per il resto tuttapposto.

"Ah, senti, vedi che il lavoro di domani è saltato per problemi tecnici"


Così, fresca.




La presente solo per comunicarvi che eventuali errori di battitura nei commenti sono interamente imputabili allo sfilatino imbottito di mortadella e melenzane fritte nella sugna, contornato dalle patatine nel sacchetto dell'Eurospin, le più unte dell'universo, intinte nello Spuntì al tonno ed innaffiato dal latte col Nesquik che mi impediscono parzialmente la visuale della tastiera.


Qua la pinna, Colpo.


Scritto da: lostris18 alle ore 16:12 | link | commenti (62) | commenti (62) (popup)
venerdì, 05 settembre 2008
  Se Thomas Mann ha scritto "La Morte a Venezia" e non "La Morte a Castiglione della Pescaia" ci sarà pure un perchè.

E niente và, come anticipato nel post precedente, all'inizio della settimana mi sono sparata questa due giorni veneziana che comunque se uno deve divorziare almeno divorzi a Venezia e non a Roncobilaccio, vuoi mettere lo charme.

Io a mia mamma gliel'avevo detto, dai mamma non mi fare fare questa comparsa da terrona che devo arrivare all'udienza con lo scagnozzo, c'ho quasi la trentina, è il mio primo divorzio, fammi vivere st'emozione.

Ma quale.

Quella alle cinque del mattino era già davanti alla porta truccata e pettinata, l'aereo era alle nove e lei irremovibile nella convinzione di farmi da chaperon che non stava bene che andassi da sola e poi diciamolo al Lido c'era George Clooney in smoking quando ti si ripresenta un'altra occasione per stuprarlo.

"Mamma ma per forza?"

Per forza.

Io già una settimana prima c'avevo l'angoscia a seimila, mi dovete credere.

L'insicurezza destabilizzante, il senso di confusione, il disorientamento, la crisi, il panico.

Meno male che in questi momenti una può fare affidamento sui propri cari, la famiglia, le radici, può esporre le proprie perplessità certa di una risposta forte, presente, concreta.

"Mamma ma che minchia mi devo mettere per l'udienza?"

Che, voglio dire, mica ti puoi presentare in tribunale abbigliata così, senza un criterio, lo sanno tutti che nell'oscuro mondo della giurisprudenza ogni dettaglio è una prova.

Devi decidere.

Puoi scegliere un look spensierato, gonnellina svolazzante, ballerina sbarazzina, ciondolo glitter al cellulare per comunicare il messaggio come vedi brutto stronzo mi sono rifatta una vita, oppure optare per il total black vedovanza e recitare il ruolo della vittima sacrificale questa ferita non si risanerà mai.

Al termine di una lunga consultazione, decido per la mise Condoleeza Rice, detta anche rivolgimi la parola che ti sego le palle, tres chic.

La mattina dell'udienza piove che pare il due di novembre, mancano solo i crisantemi, l'avvocato ci accoglie con un lugubre Anche il cielo oggi piange, io penso minchia ciccio, già qua non è esattamente il Carnevale di Rio, ci manchi solo tu che fai il gatto nero e poi siamo apposto.

No, comunque è andato tutto bene devo dire.

Io, chevvelodico affare, ero precisa precisa al primo giorno di ciclo, dopo mezz'ora in sala d'aspetto c'avevo la vescica che parevo alla quindicesima settimana di gestazione e quando il giudice ha chiamato il mio nome ero in bagno a pisciare in un lago di sangue così mia mamma è venuta a cercarmi starnazzando che pareva sull'orlo di un'ischemia cerebrale da stress, tutto nella norma insomma.

Il tempo di una firma e quando varco la soglia del tribunale sono una donna libera.

In preda all'entusiasmo, comunico via essemesse al mio fidanzato tutta l'euforia che il ritrovato status di signorina mi procura.

"Digli che stiamo andando al Lido per la Mostra del Cinema e che se non ci vede più tornare vuol dire che abbiamo incontrato Brad Pitt e George Clooney e ci siamo accasate" suggerisce mia madre, in preda al delirio sovversivo.


Poi, vabbè, quello sfrontato m'ha risposto se non ti spicci a tornare a casa ti rompo le gambe e si, insomma, eccomi qua.


Scritto da: lostris18 alle ore 01:22 | link | commenti (63) | commenti (63) (popup)
mercoledì, 03 settembre 2008
  Partiamo dalla fine.


Stamattina, tornata fresca fresca da Venezia per l'udienza di separazione -si, in effetti c'ho un po' da raccontarvi- mi chiama Tettedimarmo e qui scatta subito la parentesi.

(

Si, Tettedimarmo ha convinto sailcielocome Fratello Tossico non solum a ritrasferirsi a casa sua dopo che egli, qualche mese fa -ricorderete- aveva infilato tutte le sue mutande nelle buste di Auchan, si era tirato la porta alle spalle ed era tornato alla casa natìa dichiarando che la mamma è l'unica donna non buttana del pianeta terra, sed etiam ad indossare un anellazzo tamarro da tronista  nientedimenochè all'anulare sinistro.

In effetti sospetto anche di conoscere il momento esatto della riappacificazione.

Una notte di qualche settimana fa mi rigiravo nel letto con quella sgradevole sensazione -sapete?- di aver dimenticato qualcosa.

Il qualcosa in questione, scopro infine con raccapriccio, era la catena dello scooterino, che dunque alloggiava in strada alla mercè degli scassinatori, inerme ed indifeso come un pargolo, alle due di notte.

La terribile rivelazione ha risvegliato in un attimo tutto il mio istinto materno e mi ha spinta a saltare dal letto, indossare le infradito e varcare la soglia del portone sfidando temeraria le orde di assassini, manigoldi, drogati e stupratori che ogni notte organizzano il sit-in davanti a casa mia ed aspettano solo che io esca per spararmi, violentarmi, ridurmi a brandelli, chiudermi nei sacchi neri della spazzatura e disseminarmi a pezzettini nella piana di Catania, che modestamente le mamme sicule quando devono traumatizzare le figlie sicule sono campionesse mondiali, proprio.

Stavo giusto là a girare la chiave nel lucchetto col cardiopalma, certa ormai di comparire nella cronaca nera locale del giorno dopo, quando mi sento chiamare.

"Psssss psssss ehi!"

Minchia cà semu "Chi è?" mi informo col cuore che mi esce dalla bocca.

"Sono io, Tettedimarmo!" risponde la vocina da dietro la C3.

"Tettedimarmo? Ma che schifìo ci fai nascosta là a quest'ora?"

"Aspetto tuo fratello, mi ha detto che andava a trovare vostra zia, ma sono le due di notte e non è ancora rientrato quindi appena lo piglio gli rompo le cosce"

Due giorni dopo Fratello Tossico torna a casa con l'anello.

Il dialogo.

Svity "Ma....ma....ma....ma..."
Fratello Tossico "Si, è un regalo di Tettedimarmo"
Svity "E lo porti all'anulare sinistro?"
Fratello Tossico "Oh, non ci crederai, è l'unico dito in cui mi sta!"

Quella donna ne sa una più del diavolo.

)


Tettedimarmo mi fa lo squillo stamattina ed io la richiamo.

"Che fai domenica?" cinguetta.

"Domenica? Un cazzo. Il mio fidanzato è di nuovo a Vibo Valentia per lavoro" rintocco io, funebre.

"Bene! Allora sfili con me per lo show-room di haute-couture, come l'anno scorso! Cinquanta euro al giorno! Ciao!"

Che uno dice apposto, così passi il tempo e, per fare la cretina con i vestiti firmati, guadagni in poche ore più di quanto prende Zeuss in una intera, massacrante, frustrante giornata lavorativa da Euronics, al netto delle tasse per giunta. (ehilà Zè, tuttapposto? Apy sta bene, si?)

Solo che poi ci pensi.
Realizzi.
Visualizzi.
E sono cazzi.

Perchè tu, che fino a tre mesi fa facevi la splendida e rompevi le palle a tutti che eri single, che c'avevi il fisico pazzesco e che c'avevi la massa magra, da tre mesi a questa parte ti sei felicemente fidanzata, sei uscita struccata a colazione col tuo masculo, poi lui ti ha portata a pranzo, infine ti sei bardata da strafiga e siete andati a cena fuori, hai razzolato piattazzi di patate fritte bagnate nella salsa rosa e cornetti con la nutella sposando la classica filosofia di vita "Cazzo me ne frega, ormai mi sono fidanzata, mi posso fare quanto un peschereccio".

Solo che domenica devi entrare nella taglia 42  e senza sembrare un insaccato.


Mancano solo quattro giorni a domenica.




Una nocepesca al giorno e si, tutto sommato, dovrei farcela.



Scritto da: lostris18 alle ore 17:35 | link | commenti (38) | commenti (38) (popup)
  Sono tornata. Siete fottuti.


Siate seri, non vi aspetterete mica dell'altro dal primo post post-ferie, no?

;P



Scritto da: lostris18 alle ore 15:33 | link | commenti (11) | commenti (11) (popup)
lunedì, 04 agosto 2008
  I fantastici finesettimana all'avventura della Svitata

Questo week end sono stata in campeggio.

"Amore che ne pensi? Io e te, una canadese, i boschi sull'Etna?" lascia andare lì così, con indolenza, il mio fidanzato  "Ci rilassiamo, facciamo il bagno in piscina, la sera accendiamo un bel fuoco ed arrostiamo la carne, eh? Sarebbe carino, non trovi?" ha aggiunto poi, o almeno così credo, perchè il mio cervello al punto io e te-canadese s'è riempito di immagini porno e non è riuscito ad immagazzinare ulteriori dati.

"Fammici pensare un attimino eh? SI!" esclamo io col borsone già tra la manine fameliche.

Mentre organizzo il girone d'andata e di ritorno per la finalissima delle selezioni per le magliettine da portare penso che no, fanculo, per una volta voglio una cosa rilassante, nature, una maglietta, pantaloncini, costume, una bottiglia di shampoo e via.

Non ne posso più di tutto questo glamour, cheddiamine, voglio sentirmi selvatica, libera, incivile, voglio sperimentare un'esperienza aspra, viscerale.

Basta tacchi, basta lucidalabbra.

Solo la natura e noi, la natura e noi.


Vabbè dai, e la pinzetta.

E la maschera nutriente, che in piscina c'è il cloro, e il cloro secca la fibra del capello e poi sò cazzi.

E un vestitino, uno solo, piccolo, innocente, metti che la sera si balla.

Ma non me ne frega niente, in caso ballo struccata, tanto avrò l'abbronzatura e l'aria rilassata a farmi bella.


Ok, solo il mascara.

E la terra indiana, per valorizzare.

Un ombrettino, ma piccolo, in crema.


Per il resto sono a posto, tanto di cosa mai potrei aver bisogno in due giorni? Due giorni passano in frettissima ed in men che non si dica torneremo alla civiltà e rimpiangeremo tutta quella fanghiglia e quegli scarafaggiazzi giganti che ti guardano la sera mentre ti lavi i denti.

In compenso però avremo fatto il pieno di aria pulita, ci saremo scrollati di dosso lo stress e l'afa della città e ci saremo ricaricati di energia pulita e positiva.

Dai, troppo bello, andiamo!

Carichiamo i bagagli -tenda, fornellino a gas, bombole di riserva, materasso gonfiabile con relativa pompa, (aspettate a giudicare pleonastico questo elenco, tra qualche rigo capirete la sua ragion d'essere), vestiti, spesa e bottiglie d'acqua- sul nostro unico mezzo di locomozione, lo scooter (capite?) e partiamo.

Destinazione Milo, versante Etna-Sud, camping Mareneve.

La prima esclamazione del mio fidanzato, che ha viaggiato col borsone incastonato tra i femori, è di una finezza neoclassica.
"Mi sento una puttana, non riesco più a chiudere le cosce"

"Ma dai amore!" saltello io tra i faggi, galvanizzata e subito conquistata dall'inconfondibile richiamo della natura silvestre "E' meraviglioso qui! Guarda queste querce! E queste betulle! Non ti senti in totale armonia con il creato? Con la vita che scorre tra queste fronde? Non senti l'ancestrale connessione con Madre Natura? Rilassati, sintonizzati. E UCCIDI QUELLA CAZZO DI COSA VERDE CON LE ZAMPE CHE TENTA DI ENTRARE NELLA BUSTA DELLA SASIZZA!"

Rintanata sullo sgabellino attendo paziente il montaggio della canadese, il rito dell'accensione del fuoco e mi rilasso solo a suon di pezzi di pane e caciocavallo stagionato.

"E' fantastico" sospiro col nasino rivolto verso le stelle che luccicano tra i rami.

La notte si posa sulle nostre spalle, silenziosa come rugiada.

Il buio avvolge i nostri sensi, lieve come seta.

Insomma via, facciamola breve, ci chiudiamo nella canadese e fanculo alla serata danzante in piscina.


Alle prime luci del mattino sento che Madre Natura si è connessa un pò troppo a fondo con me, diciamo più o meno all'altezza dell'utero.

Rincoglionita dal sonno cerco di ricostruire mentalmente il grafico ad assi cartesiani del mio ciclo.

Perchè io sono perfettamente in grado di ricordare le uscite settimanali di Vanity Fair, ma tenere il conto delle mie lune è uno stress che il mio cervello non è in grado di tollerare.

Maddài figurati cerco di farmi coraggio da sola sarà l'aria diversa, le abitudini stravolte.

Abbella, abitudini stravolte una minchia, qua tra un po' ti scateniamo un'inondazione che le cateratte del Nilo in confronto sono un ruscelletto di montagna! mi rispondono in coro le ovaie.

"Ehm...amore...mi accompagni in bagno?"

Amore mi accompagna in bagno.

Lo specchio del bagno pare la vetrina del Museo di Entomologia Forestale di Berlino, mai viste tante bestie con le antenne tutte insieme.

Mi specchio tra una mantide religiosa ed uno scarabeo cornuto ed il mio colorito verde non lascia spazio a dubbi.

"Amore me ne fotto, adesso noi sai che facciamo? Scendiamo in paese, compro i tampax e facciamo finta di nulla!" dichiaro gagliarda "Oggi avevamo programmato una mattinata in piscina e così sarà!"

Bene.

Farmacie chiuse.

Bene.

Al supermercato del paese gli unici assorbenti interni esistenti sono quelli per flussi abbondanti, modello Rocco Siffredi, e la commessa mi guarda come se fossi la peggiore delle sgualdrine, che qua se una donna c'ha il ciclo deve stare a casa a ricamare il cantù, altro che bikini leopardato.

Tornati al campeggio mi rintano in bagno col wurstel di cotone e sotto lo sguardo incuriosito di un coleottero faccio quello che devo fare e via in piscina!

Che comunque, non ve lo volevo dire, ma la piscina sull'Etna è ghiacciata pure se è il fottuto primo di agosto.

Mi immergo temeraria e come sfida suprema mi lancio pure nella lezione di acquagym, che se quella si lancia col paracadute, quell'altra fa la Parigi-Dakkar col fuoristrada e quell'altra ancora disputa la finale olimpionica di fioretto a squadre mentre sono indisposte, non vedo perchè io non possa partecipare ad una lezione di acquagym.

Vuoi la guerra baby? si gasa il mio utero E guerra avrai!

Alle tre e mezzo supplico 500mg di Naprossene Sodico come un eroinomane dopo la prima settimana a San Patrignano.

"C'ho l'Ibuprofene" sentenzia la signora del bar "aspe che chiedo al pizzaiolo"

"Io c'ho il Paracetamolo" si schermisce il pizzaiolo.

"Mi fanno il solletico l'ibuprofene e il paracetamolo! Ci vuole il naprossene!"

Pareva il Convegno Nazionale di Farmacologia.

Io parevo la bambina dell'Esorcista, mentre vomitavo c'avevo la tifoseria delle blatte al completo schierata sulla curva sud del cesso.




No, comunque devo dire che oggi è lunedì e mi sento più rilassata.

Quest'estate me la sto godendo alla grande, proprio.




Per Natale manca ancora molto?

Scritto da: lostris18 alle ore 16:06 | link | commenti (79) | commenti (79) (popup)
giovedì, 24 luglio 2008
  Scusate, lo so che non scrivo da un po' di tempo, ma sono stata tanto, tanto impegnata....





Sono una donna priva di contenuti, un involucro di carne, lo so.


Presto, qualcuno mi fotosciòppi le tette prima che arrivi Gengis Khan!


UPDATE!

Al via il nuovo sondaggio dell'estate! Stanco del Sudoku? Annoiato da Evatremila? Spossato dalla Vita in diretta? Divertiti con noi!

VOTA IL LETTORE PIU' BASTARDO DELLA SVITATA!

O   ZEUS

  

FRANK




IGB (benvenuto, ah?)

   

  



(che comunque si fece perdonare)(sto sbavando sulla mia foto)(un sogno realizzato)




UEIN




BUKANIERE




Che mica solo Tgcom è capace di lanciare sondaggi seri.



No, comunque i pallini sono finti, cioè non si può votare perchè il sondaggio non lo sapevo fare.





Scritto da: lostris18 alle ore 10:12 | link | commenti (134) | commenti (134) (popup)
lunedì, 07 luglio 2008
  (Quando assumo dosi massicce di benzodiazepine riesco quasi a convincermi che) Non sono assolutamente una donna gelosa.



Nella comitiva con cui usciamo di solito c'è Anna.

Anna è la classica tipina piccolina, carina, minutina, con gli occhioni verdi verdi, due tette tante, le gambettine snelle, il sorrisino, la vocina flautata, il carattere dolce e remissivo, una di quelle che non suda manco dopo una partita a beach volley sotto al solleone e che con quarantasette gradi all'ombra è sempre fresca, profumata di bagnoschiuma, con i capelli in piega ed il kajal perfetto.

Anna, in estrema sintesi, è una lurida stronza.

Io se potessi le romperei le costole col crick della macchina e spesso di notte accarezzo il sogno di chiuderla dentro un forno per la fusione dei metalli, guardare le sue manine con la french che picchiano sul vetro insonorizzato del portellone e, mentre lei urla "Salvami, sono tanto buona, volevo solo esserti amica!" sorseggiare un Margarita, poggiare i piedi sul tavolino e sghignazzare "Vediamo se sudi adesso, grandissima sorta di cornuta!"

Che ora va bene la solidarietà femminile, va bene che bisogna abbattere il clichè che gli uomini fanno subito gruppo mentre le donne sono sempre in competizione, ma questa c'ha sempre i fazzolettini di carta nella borsa, cheddiamine, ti confida il numero del suo fantastico ombretto verdebronzo e ti dice anche dove andarlo a comprare col 30% di sconto, via, finiamola, non è normale.

Quella nasconde qualcosa, sicuro come la morte.

Io di solito evito le uscite in cui c'è Anna come si potrebbe evitare il contatto col virus dell'ebola, ma il destino ha evidentemente previsto che io ascenda un giorno alle sfere celesti impugnando la sacra palma del martirio e così ieri sera, quando al termine di una giornata di mare che mi aveva ridotta come la moglie dell'Homo Sapiens si era deciso di comune accordo con il mio fidanzato di andare a prendere un rinfrescante panino con la sasizza alla camionetta, chi ti incontro alla suddetta camionetta, fresca come una gardenia di serra, splendente come una stella e soprattutto pettinata e inguainata in un jeans a sigaretta che qualunque donna normale che non nasconde nessun contratto segreto con Satana il Principe delle Tenebre suderebbe solo a guardarlo?

"Uh Amore, guarda chi c'è! Anna!"

"Uuuuuhhhh ciao Anna! Che piacereeeee...."


Seicento camionette ci saranno a Catania, mi dovete credere, seicento.


Afferro i panini e dopo tre minuti esatti di convenevoli riesco con astuta manovra femminile -Amore un calo di zuccheri...devo mangiare subito, vieni sediamoci su quella panchina lì a duecento metri nascosta dietro la pala di ficodindia- a trascinare via dai sentieri del peccato e della lussuria l'uomo che ormai legittimamente mi appartiene.


Ci sediamo sulla panchina.


Ora io, dovete saperlo, sono una di quelle donne che, quando ha un problema, lo dice.

No, veramente.

Non ho mai sopportato quelle donnette insulse che quando hanno qualcosa da dire al proprio compagno cominciano la solita pantomima dei messaggi in codice, quelle che se hanno un problema invece di dichiararlo a chiare lettere ci girano attorno ed attendono che sia l'uomo a capirlo raccogliendo con cura e pazienza gli impercettibili indizi del loro malumore.

Io quando ho un problema lo manifesto chiaramente e senza mezzi termini.

Ieri sera, per fare un esempio, nel panino c'ho messo il petto di pollo.

Non la sasizza, capite?

Mi pare assolutamente ragionevole, correggetemi se sbaglio -solo le donne, grazie- aspettarmi a quel punto da parte sua un'esclamazione del tipo "Amore, il petto di pollo? Che c'è, ti dà fastidio Anna? Vuoi che ti porti immediatamente a mangiare il panino in provincia di Agrigento?"

Non è che pretendessi chissà che, voglio dire.

E invece nulla.

Mi assetto così sul pizzo della panchina e rosicchio mezzo chicco di mais.

L'inappetenza è sempre un evergreen in questi casi.

Per tutta risposta quello screanzato affonda i denti nei quattrocento grammi di grassi polinsaturi del suo panino e non coglie.

Intuisco che ci sia un bisogno urgente di maniere forti.

Dondolando il piedino butto là un "Amore ma tu che ne pensi di Anna?"

Lui ci pensa un pò, diciamo quindici secondi, quindici secondi in cui posso distintamente sperimentare un'inedita e tutto sommato affascinante esperienza di premorte.

Cerco di suggerirgli a livello subliminale delle risposte calzanti e ragionevoli come ad esempio Ma chi, quel cesso? oppure Ah ah ah Amore ma hai visto che cosce orrende che ha?

Lui invece ci pensa e alla fine risponde

"E' bassina"

Bassina, capite?

Sento interi plotoni di cellule cerebrali fare Harakiri.

BASSINA.

Visualizzo davanti a me la Follia che mi fa ciao ciao con la manina e mi dice pensa un po' se fosse stata altina!



A me sinceramente Vibo Valentia, con le sue campagne desolate, le sue strade deserte ed i suoi circoli per anziani comincia a sembrare un posto incantevole in cui trasferirsi immediatamente.


Scritto da: lostris18 alle ore 18:02 | link | commenti (167) | commenti (167) (popup)
martedì, 01 luglio 2008
  Voglio anch'io la pelle grinzosa come Zeuss, uffa!

Che io non dimostri la mia età effettiva, ma ben due lustri abbondanti di meno, e spesso e volentieri pure due lustri e mezzo per non dire tre, è un'amara realtà con cui convivo già da diverso tempo.

Ma che schifìo sei, scema? si chiederà qualcuno.

In fondo sembrare più giovane è il sogno proibito di qualsiasi donna sana di mente, talmente sana di mente da accettare di sborsare duecento euro cash per sessanta ml di crema La Mer, la crema antirughe di Eva Longoria, che voglio dire mia cara Eva, tu c'avrai pure le tette, c'avrai pure il villone su Sunset Boulevard, c'avrai il contratto megamiliardario con l'Algida che ti frutta carrettate di Magnum Temptescion con pezzettini di biscotto gratis, ma io della tua crema antirughe da tremila sterline al chilo non saprei proprio che farmene, che a trecentocinquantatrè giorni esatti dalla trentina c'ho ancora la pelle che sembro una pesca sembro, quindi bella mia me la puoi proprio ciucciare, no scusate era una cosa personale tra me e Eva.

E' che alla soglia della trentina una donna dovrebbe essere al colmo del suo splendore, allo zenit della sua femminilità, dovrebbe sprigionare ferormoni nel raggio di dieci chilometri quadrati, irradiare onde elettromagnetiche dal chiaro messaggio riproduttivo, risvegliare nel maschio l'atavico istinto dell'acquisto del solitario.

Io niente.

Io dimostro sedici anni e nel maschio risveglio solo l'atavico istinto dell'acquisto del Trudino.

Un peluche di dieci centimetri scarsi che al chilo costa quanto la crema La Mer.

Ricordo ancora con raccapriccio quando, durante il mio esilio veneto imposto da una pruriginosa contingenza legale, aspe com'è che si chiama, ah si matrimonio, un giorno andai ad aprire la porta tutta soddisfatta che comunque ero la padrona di casa e mi trovai di fronte il rappresentante del Bimbi che appena mi vide sfoderò il sorriso uuuhh ma guarda un pò che bella bimba che abbiamo qui e mi chiese "Ciao! C'è la mamma?".

O di quella volta che all'aereoporto, in partenza per l'Egitto, che se ci penso mi piglia ancora il Mal d'Africa, fottutissimo tramonto sul Nilo che ti marchi a fuoco nella memoria a lungo termine, all'aereoporto dicevo chiesi il posto vicino all'uscita di emergenza, che lo sanno tutti che il posto vicino all'uscita di emergenza c'ha più spazio per le gambe e durante la trasvolata del Mediterraneo ti puoi squagliare sul sedile come la Crescenza Galbani e mi sentii rispondere "Mi dispiace Tesoro, quel posto lì non possiamo assegnarlo ai minorenni"

Non è carino.


E comunque quando l'altro giorno ho soffiato sul numero ventinove di cera pensavo che le cose fossero cambiate.

Guardavo le foto di me che sbudello le buste dei regali e pensavo dai cazzo adesso si vede che sono una donna.

E infatti.

Oggi pomeriggio entro in libreria con la voglia di una lettura fresca, estiva, frizzantina, che luglio è alle porte ed uno in estate ha solo voglia di argomenti salottieri, di pensieri frivoli e di trame leggere.

"Posso aiutarti?" mi chiede il commesso abbronzato.

"Cercavo Anna Karenina*"

Quello mi guarda.

Sorride.

Cristo no, non quel sorriso!

E chiede

"Te l'hanno dato a scuola per le vacanze eh?"




Ma il destino non era soddisfatto.

Pensava di non avermi ancora umiliata abbastanza per un solo pomeriggio.

Così entro in profumeria.

"Salve!"

"Ciao! Dimmi pure!" questa già mi da del tu, appost.

"Cercavo una crema idratante lenitiva, ho il viso tutto arrossato e pieno di puntini rossi e pruriginosi**"

Quella mi guarda.

Sorride.

Non ci provare, stronza!

"Ma tesoro è l'adolescenza! Hai provato col Topexan?"



Quando, a novant'anni, scriverò le mie memorie dalla stanzetta del reparto psichiatrico, voi lo vedrete come caleranno le vendite dei dolori del giovane Werther.





* Ma come? Ti sei fidanzata e passi ancora le serate a leggere volumoni di quattrocento pagine di autori russi dell'Ottocento? Si, il mio fidanzato è a Vibo Valentia per lavoro fino al dieci di agosto, qualcuno lassù deve aver preso come sfida personale la ricrescita del mio imene.

** Lo so, fa obbiettivamente schifo, ma il mio fidanzato è a Vibo Valentia per lavoro fino al dieci di Agosto, potrebbe crescermi anche un substrato di muschi e licheni sul mento, chemminchia volete che m'importi?

Scritto da: lostris18 alle ore 00:04 | link | commenti (54) | commenti (54) (popup)
giovedì, 26 giugno 2008
  La Svitata....aspe com'era quella parola....ah si, FIDANZATA.

Ah, non ve l'avevo ancora detto?

No, è che certe volte non me ne rendo conto nemmeno io.

Cioè mi sveglio la mattina, impiego quel quarto d'ora per rientrare in possesso delle mie -scarse- facoltà mentali e poi penso eppure c'è qualcosa che mi sfugge.

Quel qualcosa è che, dopo un anno e mezzo di mesta, desolante singletudine, condizione che mi aveva ormai ridotta alle soglie del soliloquio autistico, del crollo dell'autostima, della consapevolezza che la vita fa schifo e che Kurt Cobain aveva fatto tutto sommato bene a scrivere quella lettera d'addio per poi spararsi un colpo di rivoltella nella bocca, che io modestamente quando mi devo putrefare nel pessimismo non temo rivali, dopo un anno e mezzo di codesta mortifera condizione mi ritrovo oggi fidanzata.

L'insight mi sconvolge ancora ogni mattina, è una specie di riconfigurazione costante del sistema, se capite cosa intendo (io no).

Che poi, voglio dire, è già passato un mese!

Il primo mese di fidanzamento, mi spiego?

Il primo mese di fidanzamento è un pò come regredire al Giardino dell'Eden, tu Eva e lui Adamo, ridai un nome a tutte le cose, ti basta una foglia di fico (spesso e volentieri nemmeno quella) per sentirti l'unica fica (ah ah ah) sulla faccia della terra, vi conoscete a fondo e -per dirla tutta- in tutte le posizioni possibili, sempre per proseguire nella raffinata metafora biblica, non so se avete presente.

Il primo mese di fidanzamento è una favola, ti senti rimbecillita, lui magari fa cose per cui tra due o tre annetti saresti capace di strangolarlo a mani nude senza provare il minimo rimorso, anzi provando un insalubre godimento al pensiero delle sue pupille che diventano vitree fino a restringersi nel precoma, ed invece il primo mese lo guardi beata con gli occhi da tonno Palmera e pensi che gli perdonerai tutto, forever.

L'altro giorno c'era Italia-Romania, per dire.

Io lo so perfettamente che tra un anno, quando lui mi chiederà di nuovo con quegli occhioni verdi -santoddio c'ha due occhi verdi...marò...no scusate- Amore ti secca se guardo Italia-Romania? il venerdì pomeriggio io gli dirò che mi sento trascurata, gli rimprovererò il fatto che lui non dimostra il doveroso entusiasmo e l'ossequiosa devozione nei confronti del mio hobby (lo shopping) e quindi non vedo perchè io debba accettare il suo, che peraltro fa pure cagare, e già che ci sono metterò in moto gli oscuri meccanismi del ricatto psicologico e dell'estorsione coatta di promesse di pranzi con i parenti e di lunghe domeniche da Auchan.

Lo so.

Invece l'altro giorno, quando c'era Italia-Romania gli ho stappato una birra ghiacciata, gli ho preparato una ciotola di salatini e, docile come una geisha, mi sono chiusa in cucina a preparargli il sugo col pomodoro fresco, non prima di avergli infilato due metri di lingua in gola e avergli sussurrato divertiti amore, ovviamente.

Il primo mese è così.

Mi fa pure un pò pena se penso a cosa lo aspetta nei mesi a venire, povero tesoro mio.




Ma suvvia, vi parlo un pò di lui.

Lui chi?

Lui, il mio fidanzato.

Occristo, ho un fidanzato.

No, dicevo.

Di lui posso affermare senza ombra di dubbio che è uno strabonazzo della madon...no scusate, volevo dire un uomo estremamente sensibile, attento, generoso, energico e poi santo cielo c'ha sti due pettorali che ogni volta che si sfila la magl...scusate, volevo dire galante, passionale, concreto, in gamba, c'ha il piercing alla lingua che voi non avete la minima idea di cosa è capace di farci -anzi farmi- con quel piercing alla lingua, Dio benedica l'inventore del piercing alla lingua, cosa stavo dicendo, ah si, è un sognatore d'altri tempi perfettamente disincantato e calato in questo cazzo di mondo che solo lui sa come ci riesce, ha cicatrici che parlano del suo passato, è capace di scrivermi sms di sette pagine che mi fanno sentire i fenicotteri nello stomaco, e tutto questo senza usare le parole cuore, amore e fiore, solo che lui gli sms li scrive tutti attaccati quindi i fenicotteri li sento solo dopo un'accurata e snervante decodifica, ma va bene così.

Io mi espando e lui mi contiene. Senza soffocarmi.

Io sclero e lui non si scompone.

A me manca il terreno sotto i piedi e lui mi dice andiamo ti porto a prendere un gelato.


L'altra sera gli ho imposto il mio primo divieto, che emozione!

Era un venerdì sera, io ero pronta vestita e truccata davanti alla porta, lui ancora sotto la doccia, uno dei motivi per cui tra qualche mese lo frusterò a sangue con la cintura bagnata dell'accappatoio, ma non ora, che ancora siamo al primo mese.

Lui esce dal bagno tutto profumato con l'asciugamano attorno ai fianchi, le spalle scintillanti di goccioline d'acqua, i capelli bagnati, la barba di due giorni.

I miei neuroni tifano calorosamente per lo stupro.

Cerco di contenermi e cinguetto gaia

"Amore sai che non potrai mai più andare ad una festa di addio al celibato? MAI PIU'?"

"Ma quando ci hai pensato?"

"Mentre eri sotto la doccia!"

"Amore lo sai che l'anno prossimo si sposa il mio migliore amico"

"Lo so amore, ma tu leggi il labiale EEEEEENNNNNNNEEEEEEEOOOOOOOOO. Hai letto amore?"

Lui ride.

Sembra un dio.

Io rido.

E penso ridi stocazzo ridi.




E già che ci sono, devo ricordargli di cambiare il suo nick.

Non più FreeToChoose, come è stato fino ad ora, ma ICannotChooseAnymore, decisamente più appropriato.


Che il primo mese, Amore Mio, è già bello che finito.




Scritto da: lostris18 alle ore 16:25 | link | commenti (77) | commenti (77) (popup)
venerdì, 20 giugno 2008
  E pure per questo mese chiavi di ricerca porno assicurate.

Guarda che è da uomo.

Con queste cinque, glaciali, insopportabili parole, peraltro non richieste, la commessa  congelava stamattina tutto il mio entusiasmo di fronte alla maglietta (ritengo) più incantevole del pianeta.

Fondo nero.

Scritta bianca.

IL MIO ANGOLO DI CIELO E' UN TRIANGOLO DI PELO.

Nella ferma convinzione che non potrò assolutamente più continuare la mia esistenza terrena senza entrarne in regolare possesso, ho intrapreso un'accurata introspezione che mi ha condotto ad una decisione drastica, benchè inevitabile.

Ponderate le alternative, calcolati gli imprevisti, soppesate le conseguenze, non mi rimangono che due possibilità:

A. Prenotare un last-minute per Casablanca e farmi installare un pisello.

B. Intraprendere i conturbanti sentieri del lesbo.


Aiutatemi vi prego, l'angoscia mi uccide.


Scritto da: lostris18 alle ore 14:41 | link | commenti (48) | commenti (48) (popup)
mercoledì, 18 giugno 2008
  Diciottogiugno

Mettiamola così, da oggi mi rimangono solo trecentosessantacinque giorni per scrivere la mia età col due ancora davanti.

Ma sono serena, positiva, accolgo il nuovo con entusiasmo e lascio andare il vecchio senza rammarico, mi sento ottimista, matura, guardo al futuro con una saggezza nuova, un equilibrio confortante, un coraggio entusiasmante.

In poche parole, sappiatelo, non ho nessun  problema al pensiero che l'anno prossimo, in questo preciso istante, avrò tr....sorreggetemi vi prego, un mancamento.



Scritto da: lostris18 alle ore 10:27 | link | commenti (55) | commenti (55) (popup)
lunedì, 16 giugno 2008
  L'ennesimo fulgido esempio dell'irreprensibile condotta morale della Svitata

Il venerdì sera ce l'avete presente, no?

Si, bè, insomma, le macchine che sfrecciano, le discoteche stracolme, la musica, i Cubalibre a fiumi, gli ometti tirati a lucido con la camicia sbottonata sul crocifisso Cesarepaciotti, le donnine agghindate come Rihanna agli Mtv Music Awards, La Svitata a casa davanti al pc con la tazzona di latte e biscotti, AVETE PRESENTE, NO?

Ecco.

Era giustappunto qualche frizzante venerdì sera fa quando La Svitata vostra, aggirandosi per gli oscuri meandri del Web (su Splinder no però, per far credere a tutti di avere ancora una vita sociale) (che in realtà non ha) (quindi adesso lo sapete che il venerdì sera potete comunque mandarmi i pivvittì che vi rispondo) (oppure ci si becca su Msn) viene a conoscenza di qualcosa che sconvolgerà per sempre il suo già delicato equilibrio psichico, che poi equilibrio per modo di dire, diciamo più che altro squilibrio psichico e non se ne parla più, via.

La Svitata è giusto lì che attende tutta eccitata l'evento clou della nottata, vale a dire che le macine mulinobianco assorbiscano la giusta quantità di latte tale da raggiungere la caratteristica consistenza cementizia, quando si imbatte in uno di quei tipici siti web capaci di eccitare i sensi di una donna, di galvanizzarne le fantasie più perverse, accenderne le voglie più inconfessabili, stuzzicarne le passioni più recondite.

No, niente porno, per quelli mia madre ha da tempo immemore fatto attivare i filtri, mannaggiallei.

INTIMO, gente, INTIMO.

E fin qui, voglio dire, nulla di nuovo.

La Spiman, rinomata azienda modenese leader nel settore intimo e corsetteria (leggo) collabora col le bloggher italiane offrendo loro la possibilità di provare gratuitamente alcuni prodotti scelti dalle numerose collezioni disponibili al fine di testarne la qualità, saggiarne le proprietà, collaudarne le peculiarità.

Nella mia mente si accende un'insegna al neon.

Mi sento chiamata.

Parlano con me.

Sono una bloggher, cheddiamine, dopo mesi e mesi questo titolo mi frutterà finalmente qualcosa, altro che la laurea.

In un istante comprendo cosa intendeva Paolo Fox quando vaticinava una svolta radicale alla fine di Maggio.

E' tutto perfetto.

L'inesplicabile mistero del fato si dipana luminoso davanti ai miei occhi.

Resta un insignificante problema da risolvere, nulla di che eh?, solo che le bloggher le scelgono loro.

Ma poteva mai, vi chiedo io, poteva mai essere questo un problema insormontabile per la Svitata facciadibronzo?

Metto da parte le macine ormai ridotte allo stato di calcestruzzo edilizio, apro il programma di posta elettronica e scrivo l'email che, ne sono certa, rimarrà affissa nella bacheca della Spiman ad imperitura memoria come l'email più sfacciata, indecente, corrotta e immorale mai ricevuta dall'epoca della fondazione societaria.

Dopo trentacinque righe di spudorato lecchinaggio, di insolente ruffianeria, di indecorosa adulazione, concludevo, cito testualmente, con la seguente perla di captatio benevolentiae:

Se pensate che io stia solo cercando, con dolci parole e raffinate perifrasi, di intortarvi con l'unico, immorale, riprovevole scopo di mettere le mie manine affamate sulle vostre mutande, cioè non proprio sulle mutande di chi legge eh?, che magari è pure un uomo, a proposito, piacere, La Svitata, beh si insomma probabilmente avete ragione.
Ma son fatta così.

Cordialità


Soddisfatta vado a letto pensando che, dopotutto, una denuncia per cyberstalking non potrebbe far altro che rendere immensamente più affascinante il mio curriculum vitae.

L'indomani mattina trovo la risposta.

Una gentilissima Silvia, santa donna possa il Signore mantenerla sempre nella sua gloriosa contemplazione, non solo evitava di citarmi in giudizio per molestie telematiche, ma mi informava che avrebbe preso visione del mio blog e mi avrebbe comunicato al più presto la sua decisione.

Tuttavia, le dispiaceva informarmi, nella sua agenzia lavorano solo donne.

Asciugandomi la lacrima di delusione per aver appena visto sfumare davanti ai miei occhi la possibilità di aver finalmente trovato l'uomo perfetto per me, cioeaddire il proprietario di una fabbrica di mutande, accolgo Silvia tra queste pagine e attendo.

Due giorni.

Poi la risposta.

Sono lieta di informarti che la nostra collaborazione può avere inizio, vai sul sito della Spiman e scegli tutto quello che vuoi, farò in modo di fartelo recapitare al più presto al tuo indirizzo in modo totalmente gratuito.

Silvia, se stai leggendo queste parole, sappi che in ventottanni di vita sei stata l'unica donna che m'ha fatto godere, te lo dovevo dire.

Ora, gente, è davvero necessario che io vi descriva quello che ho provato aggirandomi tra le collezioni Classica, Camyla e Dolcefuoco, scegliendo perizomi, corsetti, babydoll e balconcini?
E' necessario che che io vi tratteggi la beatitudine di quei momenti, la voluttà di quegli attimi, il nirvana di quegli istanti infiniti?

Una settimana di gestazione e poi il lieto evento.

Annunciato dallo scampanellìo del postino arriva lui, il pacco.

Salivazione a livelli del cane di Pavlov, serramanico alla mano, sventro il doppio strato di cartone ondulato e capisco cosa provò Santa Ildegarda di Bigen durante le visioni mistiche.

"Che è sto pacco?" mi fa mia madre
"Intimo, mamma, intimo"
"Ti sei fidanzata?"
"No Mà, è per uso privato"

Esaltata a livelli di psicosi maniacale comincio a spacchettare scatoline su scatoline, accarezzando il balconcino Parigi, flirtando col perizoma geranio, amoreggiando con il babydoll Diamante, civettando col corsetto Zaffiro.

Canottiere, spillette, top...tutto con quell'inconfondibile profumo di fresco che riesce ad inebriare una donna quanto quell'odoraccio pestilenzile di plastica di macchina nuova riesce a mandare su di giri un uomo, ma sorvoliamo.

Per prima cosa decido di provare la linea Classica, la punta di diamante delle collezioni Spiman.

Con l'aria da gran dama dell'alta borghesia mi infilo nel completo Elegance.

Mi metto davanti allo specchio, mi sollevo i capelli con le mani e mi sento troppo Marina Kroeger di Centovetrine. Più osservo quelle linee sofisticate, quelle trasparenze appena accennate, quel design raffinato e più mi viene voglia di infilarmi un tailleur e prendere parte ad un Consiglio di Amministrazione.

Prima che sia troppo tardi cambio rotta e mi dirigo verso il completo Softly.

Canotta bianca, slip in tinta, evualà, un bucaneve d'alta quota.

Per un istante si risveglia dentro di me quella sensazione sopita, quella reminiscenza arcaica, quella suggestione perduta degli anni -lontani, si, brutte carogne- della preadolescenza, quando ancora indossare biancheria intima voleva dire sentirmi COMODA.

Nostalgia canaglia.

Tessuto sofficiooooso, forme confortevoli, sensazione di accoglienza e funzionalità, praticamente -secondo me- se al mondo non esistessero gli uomini, se in un istante sparissero dal globo terracqueo tutti gli individui XY, se a causa di una illuminata selezione naturale si estinguesse una volta per tutte la discendenza di Adamo -lasciatemi sognare in pace, per cortesia- ebbene le donne indosserebbero solo ed esclusivamente il completo Softly.

Che adesso, non per addentrarmi negli impervi sentieri dell'antropologia e della sociologia applicata, ma io vorrei suggerire al signor Spiman di distribuire il completo Softly a livello di aiuti umanitari proprio.

Ci pensi Mister Spi (posso chiamarla Mister Spi, vero?), un bel pacchetto con la sua canottierina e il suo slip da distribuire alle donne stressate.

Un kit di sopravvivenza.

Potrebbe per esempio noleggiare un bel deltaplano a motore (suvvia, non faccia il timido, scommetto che un bell'uomo come lei sa perfettamente guidare un deltaplano a motore) e paracadutare i completi Softly direttamente sulle popolazioni.

Ci pensi.

Avvocatesse isteriche, notaie rabbiose, commercialiste nevrotiche, casalinghe biliose, tutte riacquisterebbero la pace dei sensi e lei verrebbe innalzato a semidio e venerato con salmi e canti di lode.

Ci pensi.

Non le sembra un'idea meravigliosa? Non vuole, per esempio, sostituirmi immediatamente con Silvia al vertice dell'ufficio marketing (Silvia, tesoro, fattene una ragione, è la dura legge del mercato)? Non le sta venendo una voglia irrefrenabile di spedirmi un altro bell'autotreno di biancheria intima?

Esaurita la collezione Classica, non mi resta che indirizzarmi verso i capi della linea Dolcefuoco, collezione di nicchia, ma, gente, che nicchia!

Pizzi, trasparenze, laccetti, fiocchetti, il mio povero cuore a momenti non regge l'emozione.
Che adesso lo so che dovrei tessere le lodi di quel bendiddio con parole che ne esaltino il fascino e l'indiscussa raffinatezza,le qualità tecniche e la notevole vestibilità.

Io però voglio rivolgermi un attimo alle mie donnine adorate, guardarle dritte negli occhi da femmina a femmina e confessare quello che, in buona sostanza, credo possa riassumere al meglio l'effetto che produce specchiarsi a figura intera con indosso solo il babydoll Diamante, un paio di sandali neri tacco dodici e una chioma spettinata: una porca, stramaialissima figura.

Tipo che se avete un fidanzato io vi consiglio caldamente l'acquisto di un defibrillatore portatile da tenere nel cassetto del comodino, che non si sa mai.

E se non ce l'avete, pazienza.

Vi assicuro che guardare un film cecoslovacco da sola il venerdì sera adagiata sul divano con addosso solo la guepierre Ametista adesso ha tutto un altro sapore.



E fanculo le macine.



Scritto da: lostris18 alle ore 14:22 | link | commenti (42) | commenti (42) (popup)
martedì, 13 maggio 2008
  Here comes the summer

Da qualche settimana a questa parte, dopo aver finalmente sfanculato mia nonna (legittima proprietaria dell'immobile), ho ripreso regolare possesso abusivo della casina al mare che -ricorderete- già l'estate scorsa è stata teatro di disdicevoli serate a tema ed indecorose crisi narcolettiche.

Come ogni anno, mentre la nonna va a trascorrere l'estate nelle gelide paludi del comasco (non stiamo molto bene di famiglia, ne converrete), la sottoscritta, con l'infame scusa di innaffiarle le azalee, si fa lasciare le chiavi di quei deliziosi trenta metri quadri scarsi vicino al mare e li trasforma -alternativamente- in balera, bisca clandestina, cinematografo e trattoria a conduzione familiare da maggio fino a settembre inoltrato.

Potrebbe anche trasformarli agevolmente in dissoluta e peccaminosa garçonnière, ma, voglio dire, avete presente il problema, no?

Insomma, per inaugurare la nuova stagione della casina, domenica sera io, Biscottino e Fiammetta ci s'è prima ingozzati bene bene di pizza e poi, sdraiati a quattro di mazze sul lettone, luci basse e copertine di pile confortanti, si è cercato di placare le angosce amorose dell'unica femmina del gruppo che potesse avere delle angosce amorose, cioè -colpo di scena- Fiammetta.

"Voi non potete capire!" si disperava la ragazza sgranocchiando biscotti Plasmon "Voglio lasciare Anthony ma non ho il coraggio!"

"E che problema c'è?" minimizzava quella vecchia volpe di Biscottino che, secondo me, una bella sgranocchiata se la sarebbe fatta dare più che volentieri pure lui, ma sorvoliamo.

"Voglio morire" rantolavo intanto io in coma digestivo dopo una vegetariana più scaglie di grana da quattro etti.

"E poi c'è Christian che mi fa il filo! E' carino da morire! Mi dice che vorrebbe mettermi sul piedistallo e adorarmi come una madonna!" continuava Fiammetta.

"Ah" batteva in ritirata Biscottino, oltraggiato.

"Razza di spregevoli, luridi illusionisti" chiosavo io, romantica.

"Insomma, sono distrutta! Ditemi che devo fare!"



Che deve fare -mollare immediatamente quel rintronato di Anthony e trombarsi, scusate volevo dire frequentare, no scusate un paio di palle, volevo dire proprio trombarsi quel colombo sciropposo di Christian- gliel'abbiamo ripetuto un migliaio di volte, prima durante e dopo la proiezione del film sul divanoletto del soggiorno.

Alla fine s'è convinta.

"Grazie ragazzi, siete degli amici" ci ha salutati qualche ora più tardi quando, più serena e col cervello rivoltato come un calzino, l'abbiamo accompagnata fino al portone.

"Maffigurati! Adesso vai a dormire e rilassati!"



Alle due e mezza di notte io e Biscottino stavamo ancora seduti sulla panchina di Piazza Umberto a fissare le mattonelle del marciapiede.

"No, ma tu ti rendi conto?"

"......."

"Dico, ti rendi conto?"

"......."

"In due facciamo 60 anni, non abbiamo uno straccio di relazione stabile, e siamo finiti a consolare lei, ventenne fresca e scanzonata con l'imbarazzo della scelta!"

"......."

"Io non ci posso credere"

"......."

"Abbiamo solo questo decennio per recuperare! A quarant'anni siamo fottuti!"

"......."

"Ma possiamo recuperare! Tutti possono recuperare!"

"......."

"Non dobbiamo arrenderci! Ci sono ancora dieci anni!"

"......."

"......."

"......."


"Siamo nella merda, lo sai no?"


"Non mi dire niente, lo so."



Scritto da: lostris18 alle ore 03:09 | link | commenti (180) | commenti (180) (popup)